Domenica 13 Marzo dalle 14.00 alle 02.00, Villa Bianco. Line up: Giammarco Orsini (Zu, O300f Recordings, Heko Records), Crocodile Soup (RAINBOW), Mattia Fontana (Clique Club), Alex Dima, Munir Nadir, BSKRS, Paolo Macrì..
Happa è lo pseudonimo che Samir, diciasettenne di Leeds ha scelto per le sue produzioni.
Produce da quando aveva soli 15 anni e la qualità dei suoi lavori è straordinaria e per certi versi lontana da quelle che possono essere le capacità di uno della sua età.
A 15 anni decide di riarrangiare una traccia già di per sè perfetta di Four Tet e più precisamente Jupiters,tratta dall’ album Pink (text Records) e postarla sul profilo Twitter di Kieran con successo, è da quel momento che Samir diventa per tutti Happa,sebbene produca anche con altri pseudonimi con i quali è capace di lavori non meno interessanti, basti sentire il remix di Angel degli The xx per rendersene conto.
Quello che forse è più incrediibile di Happa, è proprio la capacità che ha di rapportarsi con grandi nomi nella sua semplicità da adolescente, con in sè però un carisma davvero ferreo riscontrabile nelle drum potentissime che utilizza ma soprattutto nella capacità costruttiva che ha nei confronti delle metriche,non risparmiandosi da stop spezzafiato che rientrano con bassi da stroncar lo stomaco.
A confermarci che ci possiamo aspettare qualcosa di buono da Samir ci sono anche le sue uscite in Vinile su Church.
Vi lasciamo con l’ascolto di una dei suoi ultimi rework per tastydubz.
L'anno appena concluso é sicuramente stato uno dei più interessanti e ricchi di nuovi spunti da diverso tempo a questa parte. E come ogni anno, cari smokers, ci troviamo a stilare le nostre personali classifiche. Tra gli artisti, a fianco di alcune colonne portanti, si sono fatti strada giovani astri nascenti del firmamento elettronico, come Talabot o Jimmy Edgar, l'uomo dalle mille produzione.
Tuttavia, è giusto evidenziare come il 2013 abbia, ancora una volta, dimostrato come non sia necessario essere giovani e sconosciuti per sapere stupire.
Dj Koze ne è l'esempio: fa il pieno di titoli come artista, label ed album perché Amygdala è un piccolo capolavoro che merita innumerevoli ascolti. Un mix perfetto di raffinatezza ed emozioni difficile da trovare, un equilibrio inaspettato dove ogni componente si esalta.
Altro dominatore incontrastato dell'anno appena trascorso, ovviamente il giovane talento cileno, Nicolas Jaar. Darkside, progetto di floydiana memoria, é l'ennesimo colpo di classe del ragazzo, che ormai da anni dimostra una maturità ed una superiorità assolutamente fuori dal comune rispetto ai suoi coetanei.
Tra le label, molte conferme di qualità come Perlon, Warp Records, e Pampa Records. Non mancano tuttavia numerosi nuovi "volti" che unendo la voglia di uscire dall'anonimato a solide base musicali entrano di diritto tra i progetti più interessanti della annata appena trascorsa.
Infine, tra gli album, l'immenso Claude Vonstroke firma uno dei migliori progetti discografici dell'anno, racchiudendo l'essenza della sua label (Dirtybird), in ogni singola traccia.
Ma a fronte di questo trionfo annunciato, è giusto menzionare ancora una volta Drone Logic di Daniel Avery. Questo è secondo noi il disco più inaspettato dell'anno. Avery è infatti riuscito a farsi largo in mezzo a numerosi colossi puntando sulla semplicità, sull'immediatezza e sulla capacità "da dj" di scegliere e produrre un disco che potesse arrivare a tutti, senza fronzoli, senza cadere in pretenziosi retaggi snob.
E' stato un bellissimo anno musicalmente il 2013, non ci resta che aspettare l'anno prossimo per tirare nuovamente le fila.
ti svegli, esci di casa in ritardo, ascolti qualche disco, a volte bene, a volte alla leggera, mentre comunque sai che la giornata in qualche modo la dovrai tirare fuori.
Mentre scorri la home di un social e tra le notizie rilevanti becchi la nuova uscita di un artista che già tenevi d’occhio
Stiamo parlando di Daniel Avery, Dj e produttore Britannico passato dal fracassar chitarre nelle sale prove a creare vere e proprie perle di stile,talvolta electro,talvolta club ma pur sempre con un chiaro riferimento alla musica “suonata”, dalla crudezza delle armoniche da sala prove fino alle bassline più profonde e tipiche “Deepone acidone”.
l suo nuovo EP si intitola “Drone Logic” e fin dalla prima traccia provoca marcatamente l’ascoltatore con una linea di basso avvolgente, stonata e sexy, un corale in loop femminile accompagna quasi tutto il brano con i giusti intervalli il titolo Water Jump già prepara ad una melodia dinamica, e forse è una delle tracce più strumentali del disco, l’HI Hat estremamente sincopato si rimarca infilandosi in sedicesimi che ritmano in modo House la seconda parte della traccia.
La seconda traccia si intitola Free Floating ed è uno dei pezzi da Ascolto dell’ EP, molto ritmata, fa venir voglia di avere un penny sotto alle scarpe ed attraversar la città a suolate decise. Progressivo quanto basta, un po' Legowelt, un po' Apparat, con la sicurezza di uno stile proprio che Avery sà infondere ai suoi lavori.
Con la terza traccia comincia a farsi viva l’aria di Club...Drone Logic è una intro bella da sentire appena messo piede in un club,la tipica “sberla” che ti mette subito a tuo agio...Synt acido, cassa dritta, hi hat in festa: insomma ,siamo finalmente di fronte alla faccia dancefloor dell’ EP. Sebbene a tratti possa far cadere in momenti Noise, la vera intenzione come lo stesso Daniel confida a riguardo del disco è: “The one thing I knew was that I wanted this record to be a trip. All my favourite artists and DJs, they take the audience with them when they play; people lock into their world for a few hours and can’t easily step out again. You’re with them for the ride. When I go out, I want to give myself up to music. That was the idea for the album.”
Ok, giusto il tempo per acclimatarsi con Drone Logic che ecco arrivare una bomba di quelle da ola nel Club, Theese Nights Never End è a mio avviso una delle tracce Acid più potenti del 2013, forse una delle più distintive di tutto il lavoro: molto “nuova”,non collocabile né nella acid anni 90,né in quella attuale,insomma un lavoro eclettico e molto personale.
Giunge a tirar fuori dal Dark acido della precedente “Naive Response” fresca, ma nell’ insieme forse uno dei brani meno personali e complessi di tutto il lavoro. Uno di quelli che “se non ci fossero sarebbe uguale” o forse meglio..Comunque c’è, come esiste il tasto forward.
Siamo al dunque: fino all’arrivo della traccia numero 6, si potrebbe pensare che il disco sia la solita rimenata di roba figa dettata anche a volte un pò dal colpo di fortuna di un novello,ebbene è questo il momento di ricredersi. Qui si sovverte tutto quello che si è appreso fin ora, si fa avanti la vera realtà del disco: ”il viaggio”
Platform Zero arriva come una rugiada ghiacciata, una brina ad attutire ciò che i pezzi successivi saranno.
Un pianoforte limpido su un atmosfera a tratti ruvida, sonorità alla Alva Noto, potenti e sporche sul finale..semplicemente fantastico!
Traccia numero 7 “need electric” una sberla...Vi siete forse persi in ambientazioni malinconiche e gioviali fino a poco fa? è ora di tornare sulla terra,anzi più in profondità...dentro noi stessi…
Il cantanto parla di Experience, ed è proprio questo il punto!
Qui si fa viva l’esperienza nelle mani Avery, la sua capacità di tenere tutti incollati allo schermo a seguire le onde d’urto dell’ asteroide che s’abbatterà sulla pista da li a poco.
As i promise l’asteroide atterra in pista: traccia numero 8 “All i need”. Decisamente retrò, ma con qualcosa di nuovo e un sacco figo,un ritmo più spezzato e dub che ci richiama all’ origine underground Britannica del disco.
Simulrec è invece un disco da ascolto: french touch quanto basta,ma negli occhi la limpidezza che fà di avery uno di quei producer da tenere d’occhio nei lavori futuri,quì si denota davvero la sua capacità di lavorare a tutto campo e di rimbalzare da una linea melodica ad un altra come un musicista ben istruito.
traccia 10 Spring 27...nulla da dire
Gli ultimi due lavori dell’ EP sono i più Electro,ma anche quelli che ci danno la possibilità di capire chi c’è dietro a questo ragazzaccio…
Phantasy Sound è l’etichetta che crede in Avery e lo produce, al pari di Ghost Culture,Connan Mockasin,Erol Alkan e...si insomma ci siamo capiti,stiamo parlando di grandi artisti ed in parte unici nel loro genere..
Drone Logic è uno dei Must del 2013 ed anche il disco che riconferma Daniel Avery dopo le sue prime produzioni come uno di quei producer che ci auguriamo possano dare tanto alla musica.
Speciale regalo di Natale quest'anno da parte del baffo più multiforme del web.
24HSP è lieta di presentarvi il mixtape di Andrea e Stenny, autentiche punte di diamante del panorama elettronico torinese in chiave techno.
Le loro produzioni rispecchiano a pieno il cuore post industriale e scuro di Torino. Una profondità e una ricerca della vera anima techno della città apprezzata in Italia e all'estero, tale da permettergli l'ingresso in una delle delle label più prestigiose e rispettate del settore: l'Ilian Tape dei fratelli Zenker.
Un set con un unico comune denominatore: il vinile.
Qualche
mese fa, navigando annoiata su Facebook, mi sono imbattuta in una pagina che mi
ha subito attratta. Incuriosita, l'ho aperta e ho subito notato foto di ragazzi e ragazze con zainetti colorati sulle
spalle. Non ero avevo ancora realizzato di essere entrata nel mondo delle IF Bags e, per non sbagliare, ne ho comprata immediatamente una, verde, d'impatto.
Ma non mi è bastato: ho voluto
infatti saperne di più. Così ho fatto qualche domanda a Isabella De Felice
(Industrial Designer), Francesca Mesiano (Scenografa) e Claudia Legnani
(Imprenditrice). Guardate un po' cosa mi hanno risposto!
Innanzitutto,
una domanda semplice, proprio come i vostri zainetti: dove e quando nascono le
IF bags?
Le IF
nascono in una vecchia cassapanca verde trovata per le vie di Milano. Sono
uscite fuori da una miscela di semplicità: corde, nodi, legno ed eco-pelle.
Sono sulle nostre spalle da circa due anni e mezzo, ma su quelle dei nostri
'clienti' dall'estate del 2012.
Da che
idea siete partite nel crearle?
Volevamo
uno zainetto semplice, veloce, che potesse contenere tutti i piccoli dettagli
senza i quali non possiamo spostarci. Volevamo che ognuno dei nostri amici ne
avesse uno del colore più adatto a sé, perciò abbiamo realizzato una linea di
22 colori.
Per che
tipo di clientela le avete pensate?
La
clientela inizialmente eravamo noi, i nostri amici, le persone con cui siamo più
a stretto contatto, quindi diciamo che avevamo pensato ad un target giovane.
Con il tempo ci siamo rese conto che anche le nostre mamme ne volevano una e,
in alcuni casi, anche le mamme delle mamme... Crediamo che le IF siano davvero
un oggetto versatile, adatto ad ogni età e a diverse tipologie di persone.
Cosa vi
ha guidato nella scelta dei materiali?
Dopo un attenta ricerca, la scelta dei
materiali in realtà è stata un po' automatica: non avremmo mai voluto un brand
che realizzasse accessori in vera pelle (due di loro sono vegetariane, ndr),
quindi abbiamo scelto quella ''finta'', l'eco-pelle. Le corde sono di cotone e
canapa naturali perchè ci piace comunque poter toccare con le mani qualcosa che
derivi dalla natura. Lo stesso vale per i legnetti di cui è dotata la borsa.
Last but not least: dove volete
arrivare? Ovvero: progetti per il futuro?
Intanto
ci stiamo stabilizzando e cerchiamo di stare dietro a tutti gli ordini e le
spedizioni producendo più IF....Poi quel che deve venire lo scopriremo!
Il
mondo è pieno di IFs... Scegliete la vostra e riempitela a modo vostro:
fidatevi, vi farà sentire ogni giorno leggeri e semplici, oltre che aiutarvi a
non perdere le chiavi di casa!