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domenica 4 marzo 2012

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Interview w/ Konrad Black


E' il 23 dicembre ma fuori, stranamente, non fa freddo.
Konrad Black è a Torino per suonare al Gamma, invitato dai ragazzi di We Play The Music We Love.

Dopo una breve presentazione entriamo al Diamond (locale del centro designato per l'intervista) dove nelle casse già pompa il groove di "Your style" di Maceo Plex.
Io e il mio socio ci sediamo in attesa di iniziare l'intervista mentre Konrad viene omaggiato con un mentino che prontamente mi fa assaggiare.
Si apre un siparietto in cui KB nell'ordine:

- comincia a salutare tutte le ragazze che passano in italiano maccheronico.
- mi propone di iniziare l'intervista vestiti e terminarla nudi.
- mi accarezza la barba definendola "winter beard" e facendomi notare che non è molto differente dalla sua. (In effetti non lo era).

Ad ogni modo dopo qualche decina di minuti ed un paio di stronzate di troppo l'intervista comincia:

Ciao Konrad, siccome ci siamo già presentati vado dritto al sodo. 
Nell'ultimo Fabriclive mixato da Visionquest è contenuta "Doodimbouttogay",tua prossima release. Hai voglia di parlarmene un po'?

Certo. Comincio...Mi trovavo chiuso nel mio studio di Berlino ed era un po' di giorni che stavo ascoltando tracce di ogni tipo senza capire bene dove volessi andare a parare. Ad un certo punto ebbi una sorta di illuminazione...cominciai a costruire la base di una traccia inserendoci uno "scat".....una sorta di ritornello che se ti è capitato di sentirla almeno una volta, non puo' non esserti rimasto in testa.

e comincia a canticchiare e gesticolare...

Doodimbouttothat, doudimobouttothey, doudimbuttogay.....

Ad ogni modo era un periodo in cui mi incrociavo spesso in studio con i "VQ guys"...mi ritrovavo volentieri a condividere con loro gli ultimi lavori (soprattutto con Curtiss e Crosson) e ad un certo punto, quando sentirono la traccia che stavo tirando su (scatting and scatting and scatting) mi chiesero se potevano inserirla nel loro ultimo mixtape che stavano facendo per il Fabric.
Naturalmente non mi sono opposto all'idea, anzi...ma la traccia non era finita. E non lo è tutt'ora...
Nonostante ci si incontri spesso anche per delle session insieme io attualmente sto lavorando al mio solo album e sono molto, molto...molto impegnato. Roba introspettiva, molto lenta...anche a 60 BPM.
Vedrete e sentirete nel 2012..

Cos'è cambiato in questi anni in cui sei passato dalle collaborazioni con M_nus e Richie Hawtin alle attuali collaborazioni con nomi ed etichette legate al movimento "Slow Dance" che racchiude tra gli altri Seth Troxler, Jamie Jones etc...?

Tutto e nulla: è cambiato il gusto delle persone e così è cambiata la musica..o forse il contrario.
Un artista ed un dj a maggior ragione devono adattarsi a ciò che succede, nel 2006 Richie Hawtin e i ragazzi della sua etichetta hanno fatto grandi cose per la techno..sono andati avanti su quella strada mentre al di fuori qualcosa era in evoluzione e siamo arrivati velocemente fino ad oggi. Nel frattempo è tornata la Chicago house e con lei tutta una nuova serie di generi musicali...è come il ping-pong...in un lasso di tempo qualcosa ritorna e qualcosa si perde.

(siparietto sulla barba...come tagliarla..come farla crescere a piacimento, risate, cazzate...)

Comunque, ritorniamo all'intervista...
Konrad, raccontami un po' come hai conosciuto Mathew Jonson, artista che a noi piace definire geniale...e come negli anni è nato il progetto trasformatosi poi in label "Wagon repair".

Allora, innanzitutto vorrei cominciare dicendo che la mia collaborazione e la mia amicizia con Mathew sono nate in un modo del tutto casuale.
Noi abitavamo a grandi linee nella stessa zona del Canada, io a Vancouver e lui a Victoria ma nonostante ciò ci conoscevamo unicamente per quello che facevamo in Europa (io collaboravo con Swayzak e lui con Spencer Drennan), per le nostre produzioni insomma; poi una volta ci incrociammo e, siccome ci sembrava stupido non sfruttare il fatto di essere così lontani ma allo stesso tempo così vicini nel nostro continuo viaggiare verso l'Europa, entrambi canadesi e pieni di idee, quasi subito decidemmo di metter su una label, perchè tra di noi comunque vi era una buona dose di stima e ammirazione, oltre ad essere nata un amicizia.
Dopo poco tempo dunque, in collaborazione con Graham Boothby e Loose Change nacque appunto Wagon Repair.
Perchè avremmo dovuto spedire i nostri lavori in Europa? Era ora di creare e produrre per conto nostro.


Che progetti futuri avete per la vostra label?

Mmmm..in realtà nulla in particolare, non cerchiamo nuovi artisti in quanto le risorse artistiche di cui disponiamo ora sono abbastanza soddisfacenti ma abbiamo comunque appena pubblicato una compilation intitolata Wagon Repair all stars che contiene una traccia mia, una di Mathew e una per ogni artista che ha lavorato in modo significativo per la nostra etichetta.

In un periodo in cui tutti i dj ed i produttori tendono a voler fare entrambe le cose, non sempre ottenendo risultati all'altezza, dimmi il nome di alcuni artisti che tu reputi veramente al di sopra della media. 

In 1 secondo senza neanche pensarci dico Martin Buttrich, quell'uomo è un fottuto genio in studio...anche Mathew è un genio...mmm anzi no (risate) diciamo che è più che altro un ragazzo dotato (risate)...che dico? è un genio è un genio anche Mathew. In base alle mie esperienze dico senza ombra di dubbio Tobias, Mathew Jonson, Martin Buttrich...citando solo i contemporanei.


Quali artisti ti hanno cambiato la vita?

David Bowie e Brian Eno.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Essere una persona più buona, una persona migliore (ridendo...)

Hai avuto qualche feedback dai tuoi amici e colleghi riguardanti We Play The Music We Love, il party dove andrai a suonare stasera? 

No non ne ho avuti perchè di tutte queste cose se ne occupa il mio agente però devo dire che quando ho chiesto l'elenco dei dj che prima di me avevano suonato per loro sono rimasto ben colpito.
La loro programmazione è senz'altro una garanzia.

C'è qualcuno che vuoi ringraziare per ciò che hai ottenuto?

No! Fanculo tutti, ringrazio me stesso.
(risate)
No dai scherzo, in realtà qualcuno c'è, qualcuno che per me è stato un mentore.
E' un mio amico, molto più grande di me. Nei momenti di confusione, quando non mi riusciva  niente, preso tra mille idee a cui non riuscivo a dare ordine, mi ha sempre dato forza e sostegno con la sua ironia. Grazie Patrick!

Cosa vuoi portare con te di questo 2011 nel 2012?

Semplicemente la mia positività, e con lei tutto ciò che di buono ho fatto in studio.
E' passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho potuto andarci e ora sento proprio il desiderio di rimettermi a fare l'artista e di concentrarmi sulla musica senza distrazioni per creare qualcosa di speciale.
Sono eccitato all'idea.
Ormai sono più di tre settimane che non mi fermo e sento di avere qualcosa dentro che ha bisogno di uscire.

 Photo: Elisabetta Riccio per WPTMWL
Video: Tymnah Pyka

Thanks to:

Konrad Black

Stefano Pavei
Francesca Amenta
tutta la famiglia di We Play The Music We Love
Elisabetta Vaniglia
Matteo Lostumbo
Francesco Martinati







sabato 3 marzo 2012

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LLDLM#3_Francis Harris - Lostfound

Francis Harris
Lostfound
Lostfound EP
2011
Scissor and threads




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3 years ago: MATHIAS KADEN


29.04.2009

Ho deciso di scegliere ogni mese un artista che amo, qualcuno per cui vale la pena spendere tempo e parole, di osservarlo e di descrivervelo con l’unico desiderio di farvi conoscere qualcosa di nuovo, qualcosa di insolito; e ciò che di mio riuscirò a metterci, ce lo metterò. Perchè andare a ballare non è soltanto sudare, urlare, bere o sballare...e anche, spero..ascoltare.


Focus on
MATHIAS KADEN

Dj, producer, remixer (Jena, Germania).

13 anni con le mani sui vinili quando ne hai solo 27 non sono pochi e forse è solo questo il motivo per cui quando ascolti Synkope ti viene da dire “ca..o che petardo!”. Già Mathias Kaden pur essendo giovane sembra agli esperti del settore tutt’altro che un novellino. Le sue tracce non saranno perfette (del resto cosa lo è?) ma contengono tutto quello che 7 minuti di ritmo possono contenere: organi, percussioni africane, fiati, voci, tratti sudamericani & many more.
Nato e cresciuto musicalmente a Jena tra il MUNA (resident dj per 7 anni) e il KASSABLANCA (responsabile dei Klaunglauf events) muove i suoi primi passi da dj quando ancora non guida la macchina. In quell’ambiente dopo anni di esperienza, anche - perchè no - come addetto ai lavori, nascerà il suo feeling con Marek Hemmann con cui prima porta in giro per la Germania e poi in alcune discoteche d’Europa un dj/live set frenetico e stremante e poi produrrà le prime tracce degne di nota su Freude am Tanzen. Tracce puramemente minimal con alcune, poche, contaminazioni etniche tra un loop e l’altro che cominciano a caratterizzare il suo sound pieno di groove e di sonorità elettro scandinave (Guten tag, 2 zu 1, Vaganza).
Nel 2005 arriva il suo primo EP autonomo su niente di meno che Vakant (Circle pit), etichetta di cui Kaden ha fatto la fortuna insieme ad Onur Ozer. Nell’Ep formato da 3 pezzi uno più incalzante dell’altro è contenuta Syroc, traccia che oggi farebbe invidia ad una qualsiasi release di una delle più importanti etichette techno minimal (ogni riferimento è puramente casuale, vedi M_NUS). Dopo una serie di tracce e remix acclamatissime di stampo puramente minimal legate ancora in parte alle performances con Hemmann (Pentaton, Tandem, Synkope 2006), tira fuori dal cilindro le prime opere veramente adulte ed evolute.
Mathias definisce la sua musica diventando un vero creatore di sorrisi, uno dei più divertenti producer in circolazione. Si specializza. Abbandona l’electro minimal e si dà a sonorità preistorico tribali senza sdegnare casse cupe, cambi di ritmo, funk e l’house anni ’90. Musica da after Berlinese insomma (Myal 2007). Porta a termine anche remix importanti per Matthias Tanzmann (Rugby) e Onur Ozer (Twilight). Il remix di Aye Aye Ashawa (Archipel 2007) di Pheek è un vero capolavoro, non riesco a definirla in altro modo..aye aye aye!
In un certo senso fuori dal coro Mathias rimane comunque sempre legato alle sonorità di partenza. Aggiunge di volta in volta quel tocco di ambizione che rinfresca il suo groove, che per vie indirette passando prima dal cuore e poi dalla testa scalda gli animi della folla. Usando elementi di percussione sempre diversi crea nuove strutture. Un repertorio di sentimenti. Fa ciò che piace a lui, e, chissà come mai..piace anche a noi. Sono i fatti a dirlo. I successi dentro e fuori dallo studio di registrazione.
Kaden rimane comunque sempre nell’immaginario collettivo, prima di tutto, un produttore, ed è infatti producendo musica che dal 2008 in poi sforna una release dopo l’altra senza mai sbagliare un colpo. Prima Lucidas su F. Am T. poi Moron /Shetani suo quarto ep su Vakant e infine gli ultimi remix datati 2009 per Noze e Squillace. Fresco fresco l’ultimissimo lavoro house creato in esclusiva per Moon Harbour Inhouse Volume 3 e uscito il 13 Aprile.
Sicuramente in 5 anni molta gente avrebbe fatto il doppio dei pezzi che ha fatto lui ma impegno e dedizione sono le parole chiave per descrivere la carriera di MK, non è mai stato guidato dalla fame di successo o quant’altro. La perfezione anche emotiva in questo mondo troppo elettronico e ciò che gli ha permesso la creazione della sua musica. Voglia di proseguire senza una retta via.


3 last releases: Musica / Moon Harbour recordings
One lobster please (Gambass remix) – Squillace / Sci+Tec Digital
You have to dance (Beatpolka remix) – Noze / Get Physical music

3 best releases: Aye Aye Ashawa (remix) – Pheek / Archipel
Rhythma / Vakant
Namanii Gesha / Upon you records





venerdì 2 marzo 2012

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LLDLM#2_John Talabot ft. Pional - So will be now

John Talabot ft. Pional
So will be now
fIN
2012 
Permanent Vacation





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giovedì 1 marzo 2012

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La loi de La Moustache 2.4 / LLDLM#1_Ricardo Villalobos, Los Updates & Anthony Collins - I throw water into the lake

Oggi 1° marzo Il Baffo diventerà la vostra legge. 
Il vostro mentore. 
Il vostro consigliere di bass & beat preferito. 
Da oggi in avanti ogni settimana www.24hoursmokingpeople.blogspot.com pubblicherà per tutti i suoi amici il meglio della sua ricerca sonora. 
Niente video musicali condivisi su FB (su quel cazzo di link che rimanda a 24 ci dovete cliccare per scoprire cose nuove...un po' di curiosita insomma!!!) ma tanti preziosi consigli da scoprire UNICAMENTE aprendo il nostro blog.



La vostra rivista interattiva preferita avrà finalmente una colonna sonora.



Tutto è già stato fatto, Il Baffo lo sa.
Voi no.
Chiaro?


Ricardo Villalobos / Los updates / Anthony Collins
I throw water into the lake
Joli chat EP
2011
Nice cat records






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lunedì 27 febbraio 2012

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24HSP#4 - Bahri Djinn (Traum280)

Godetevi il quarto mixtape del tedesco Bahri Djinn. Residente ormai da molti anni in Italia il giovane dj e produttoesi presenta a 24 con un rapido viaggio tech-house all'insegna delle sonorità e delle influenze deep e tribali.


Mixtape by Bahri Djinn (Traum280)





1 - Autotune - Diamanten (Original Mix)


2 - &Me - Glaced (Original Mix)

3 - Roland Van Den Toorn - Sirensanity

4 - Denis Horvat - Decent Player (Original Mix)

5 - Sven Kegel - The Elephant (Original Mix)

6 - Lownza - To much coffe (Francesco Bonora Remix)

7 - Littlelake - Orgelyou (Bleep no more mix)

8 - Sasha Funke - Mango Cookie (Dj Koze Pink Moon Mix)

9 - Shlomi Aber - Who said that

10 - Ghostek - Cryon

11 - Matthew Dear , SIS - Free To Ask ( SIS edit )

12 - Burial - Raver ( Samu.l Remix)

giovedì 23 febbraio 2012

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Ricardo Villalobos, focus on Re:ECM

Il 13 Marzo 2012 Ricardo Villalobos sarà in città.
Non scrivo questo articolo per comunicarvi la data ma unicamente per evitare che questa sua presenza in quel di Torino venga fraintesa.
“Il Villa” infatti sarà in Piemonte per una delle tappe legate al tour del suo ultimo album, pensato, prodotto e creato a 4 mani con Max Louderbauer (Moritz Von Oswald trio) e lontano anni luce dalla techno minimal-sperimentale che ha donato fama internazionale al DJ di origini cilene:


Ricardo Villalobos + Max Louderbauer / Re:ECM / ECM / 2011


 Il mio unico obiettivo è evitare che qualche “zarretto” col cappellino girato in parte si presenti al Teatro Colosseo con la speranza di ballare tutto sudato sotto la consolle.
Non sarà infatti questa l’occasione per godersi Ricardo ai piatti, anzi.

L’album in questione è una rivisitazione del suono universale del catalogo ECM di Manfred Eicher arricchito da microscopiche variazioni e dalle voci di Max Louderbauer e di Cassy (assoldata strada facendo durante un incontro estemporaneo avvenuto fuori dallo studio di registrazione).


Per capire l’importanza del progetto dub / ambient / IDM di cui sto parlando basta pensare che l’etichetta sopraccitata ha dato la luce, negli anni, ad importantissime opere di –tra gli altri- Enrico Rava, Chick Corea e Keith Jarrett.

Nell’ultimo periodo fin troppa gente con scarsa conoscenza di arte e musica si è permessa di fischiare ed insultare durante i suoi set “colui che con Richie Hawtin ha prima creato e poi rivoluzionato la minimal tra anni ’90 e ‘00”.
Queste persone non hanno mai neanche provato a comprendere l’ambizione, il genio e la sfacciataggine di un artista che senza mai risparmiarsi ha arricchito come pochi altri negli ultimi 20 anni il panorama elettronico mondiale.
Questa gente, che ha fatto del dancefloor la sua seconda casa, sputa sull’ispirazione artistica e sull’improvvisazione e dopo anni corre ancora dietro al ciuffo biondo dell’ex collega-rivoluzionario di Villalobos di cui ho citato il nome qualche riga sopra (vedere la voce “artisti in rovina” dell’enciclopedia della musica per capire che fine ha fatto “il Plastiko”)

Branchi di ignoranti che non conoscono nè il suo passato né il suo pensiero vanno ogni estate all’”ipermercato del club” assaporando gli stessi beat da decenni e non riescono a capire che “quel caschetto sudato” dietro la consolle, viene invitato a suonare ovunque nel mondo e strapagato per far quello che vuole e NON per far piacere a loro.
Per fortuna la stima dello “star-system” nei confronti di RV è di gran lunga superiore alla pochezza di questi sgradevoli personaggi ed è proprio questo ciò che lo spinge ad osare sempre di più fino a farsi fischiare dalla folla impazzita e desiderosa di nulla se non di un BUM-BUM-BUM.

Questo è un concetto che reputo importante per capire dove voglio arrivare:

notare il pec, mano dx

Ricardo Villalobos ormai suona quel che vuole (Techno ma anche ambient e IDM in un unico set) ,
e lo fa dove vuole (Fabric, Cocoon, durante l’apertura dei concerti di Bjork – sì sì proprio lei -, seduto in consolle durante un after in villa, nei documentari su di lui), strabattendosene i coglioni di quel che pensa la gente. Insomma, lo fa con stile.

Gli unici applausi che cerca sono quelli al genio e alla passione.

“Ubriacone”, “alcolizzato”, “tossico”…le critiche della gente gli danno l’energia che gli serve per andare avanti senza guardare in faccia nessuno:
tutti lo criticano ma tutti lo vogliono e dopo anni di “fallimenti” (io personalmente non li definirei così) è ancora uno dei DJ più richiesti al mondo, con uno dei cachè più alti in assoluto e di gran lunga ancora il più stimato ed acclamato dalla critica…chiamatelo scemo ma, foste in lui, cosa fareste?