• 24 Hour Smoking People

    Partyharders Blog

  • OUTCAST #UHQM

    Domenica 13 Marzo dalle 14.00 alle 02.00, Villa Bianco. Line up: Giammarco Orsini (Zu, O300f Recordings, Heko Records), Crocodile Soup (RAINBOW), Mattia Fontana (Clique Club), Alex Dima, Munir Nadir, BSKRS, Paolo Macrì..

  • MOVEMENT 2015

    10th Edition - 31 October - Lingotto Fiere

giovedì 3 aprile 2014

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24HSP#26 - Mansarda crew

A Torino ci sono due cose speciali nel mondo della notte:
c'è una nuova realtà in crescita che non tutti ancora conoscono e c'è una solida istituzione che aldilà di tutto ciò che di negativo sta succedendo, ancora resiste.
La prima si chiama Outcast ed è il nuovo Venerdì sabaudo per eccellenza che vede come protagonisti (resident) gli autori dell'ultimo podcast "only for smokers", l'altra è il Doctor Sax, after storico nel cuore di tutti i clubber cittadini e non.
Queste due cose sono quelle che di più accomunano i Mansarda crew, il loro sound viene da lì, sappiatelo.

Enjoy.






martedì 1 aprile 2014

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The Godfather of House Music


Ore 6.30 del mattino, giro di ricognizione mattutino tra alcuni siti musicali di riferimento.
Appare il suo faccione bello, sereno, pacioso e sorridente.
Sotto le tre lettere più inflazionate dell'intero universo WWW.
R.I.P.

Colleghi le informazioni acquisite, ti rendi realmente conto di quanto è successo.
E se sei entrato almeno una volta in un club, non puoi non sentire di colpo un enorme vuoto dentro.
Come puoi descrivere Frankie Knuckles a uno che non ha mai sentito il suo nome?
A chi non ha abusato delle sue produzioni, ripetute migliaia di volte, ascoltate, immortalate a fotogrammi indelebili nella memoria?

Avete presente l'espressione iper inflazionata "20 anni avanti?"
Niente può descrivere meglio the Godfather. 
Anzi, potremmo anche dire tranquillamente 30.
Anno di leva 1955, figlio naturale del Bronx, figlio adottivo di Chicago, cresciuto a pane, jazz e black music.
Amico d'infanzia di Larry Levan (se anche questo nome non ti dice nulla, na sbirciatina a Wikipedia potrebbe aiutare), compagno di vita artistica e di consolle.

Un'intelligenza avanguardistica, una capacità unica di adattare l'estetica dell'arte al  suono.
Primo esempio: tra i primi, se non il primo, a capire l'importanza del mixaggio nei club, l'importanza del creare quel fiume in piena di emozioni e colori tra il dj e la pista.
Secondo esempio: qualsiasi sua traccia è unica ed essenziale. Un insieme di scorci, di pennellate inimitabili, da cui tutti hanno attinto, ma che nessuno ad oggi è riuscito ad eguagliare nella sua importanza.
Rileggere l'elenco dei locali in cui ha lavorato dagli anni '70 ad oggi equivale a ripercorrere lunghi tratti dell'evoluzione della musica house.
Talmente importante da vedersi intitolata la strada del Warehouse a Chicago.
Nell'olimpo dei più rivoluzionari riferimenti culturali ed artistici del Secolo Breve.
Al pari di John Lennon.
Al pari di Andy Warhol. 
Signori e signori, semplicemente Frankie Knuckles.



giovedì 6 marzo 2014

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French fries



Spesso il caso sovverte le regole della ricerca.
Quando tutto viaggia nella direzione della ostinata esigenza di "cose nuove", nella più tipica condizione in cui l'uomo riversa nelle giornate invernali, le ore passate sul computer, indicizzando, catalogando nella sensazione di portarsi avanti, danno modo anche alla più remota delle probabilità di palesarsi da un momento all'altro.
Un viaggio fino all'aeroporto di Nizza dimenticando la chiavetta USB a casa.
Interminabili minuti di silenzio alternati a nevralgici, casuali ed intermittenti cambi di stazione radio sino al momento in cui, una radio francese, per giunta in un programma notturno dedicato all'hip hop, lancia una traccia devastante, potente, che mi fa schizzare la mano sulla manopola del volume sino a sentire le casse grattare, tradite dalla scarsa qualità dei bassi ritrasmessi per radio.
- French Fries -Yo Vogue - 

French Fries, al secolo  Valentino Canzani Mora é un dj e producer di origini Sud americane, trapiantato da bambino in Francia, a parigi, dove conosce l'electro a soli 13 anni.
A 14 anni é gia resident di un locale underground della capitale francese e dimostra di essere uno di quelli che fino al vero esordio nel panorama riesce a non farsi influenzare da calcetti nel culo o producer più grandi di lui che gli fanno da chioccia.
Crudo quanto basta, e indeciso fino ai 16 anni su quale fosse la strada piu giusta da percorrere: hip hop..electro..house..techno..
Che fare?
Beh, Valentino  ha deciso di fare un po di tutto e farlo a modo suo.
Il suo primo EP "ARMA"  è uscito allo scoccare dei 18 anni di età e proprio a 18 anni decide di aprire una etichetta sua, la ClekClekBoom con la quale autoproduce il suo secondo EP: Champagne/Hugz
Dopo il debutto alternerà una moltitudine di lavori e collaborazioni ad una quantità di date davvero da capogiro e solo di recente ha fatto anche gli onori di casa Boiler Room riscuotendo pareri molto positivi dalla critica.
Pur essendo più che altro un amante della techno viene pubblicato anche su Dirtybird, alzando il tiro, e nuotando tra artisti del calibro di Claude Vonstroke, Justin Martin e Catz'n dogz.
Un giovane "animale urbano" sta crescendo.
Vi lasciamo proprio con il pezzo che ce lo ha fatto conoscere, così, per caso.
Buon ascolto.


Scritto da Manuel Domo Giacometti



                                                       

venerdì 7 febbraio 2014

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Happa

Happa è lo pseudonimo che Samir, diciasettenne di Leeds ha scelto per le sue produzioni.
Produce da quando aveva soli 15 anni e la qualità dei suoi lavori è straordinaria e per certi versi lontana da quelle che possono essere le capacità di uno della sua età.

A 15 anni decide di riarrangiare una traccia già di per sè perfetta di Four Tet e più precisamente Jupiters,tratta dall’ album Pink (text Records) e postarla sul profilo Twitter di Kieran con successo, è da quel momento che Samir diventa per tutti Happa,sebbene produca anche con altri pseudonimi con i quali è capace di lavori non meno interessanti, basti sentire il remix di Angel degli The xx per rendersene conto.



Quello che forse è più incrediibile di Happa, è proprio la capacità che ha di rapportarsi con grandi nomi nella sua semplicità da adolescente, con in sè però un carisma davvero ferreo riscontrabile nelle drum potentissime che utilizza ma soprattutto nella capacità costruttiva che ha nei confronti delle metriche,non risparmiandosi da stop spezzafiato che rientrano con bassi da stroncar lo stomaco.

A confermarci che ci possiamo aspettare qualcosa di buono da Samir ci sono anche le sue uscite in Vinile su Church.

Vi lasciamo con l’ascolto di una dei suoi ultimi rework per tastydubz.



Buon ascolto!



Scritto da Manuel Domo Giacometti

domenica 19 gennaio 2014

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Top of 2013


L'anno appena concluso é sicuramente stato uno dei più interessanti e ricchi di nuovi spunti da diverso tempo a questa parte.
E come ogni anno, cari smokers, ci troviamo a stilare le nostre personali classifiche.
Tra gli artisti, a fianco di alcune colonne portanti, si sono fatti strada giovani astri nascenti del firmamento elettronico, come Talabot o Jimmy Edgar, l'uomo dalle mille produzione. 

Tuttavia, è giusto evidenziare come il 2013 abbia, ancora una volta, dimostrato come non sia necessario essere giovani e sconosciuti per sapere stupire.
Dj Koze ne è l'esempio: fa il pieno di titoli come artista, label ed album perché Amygdala è un piccolo capolavoro che merita innumerevoli ascolti. Un mix perfetto di raffinatezza ed emozioni difficile da trovare, un equilibrio inaspettato dove ogni componente si esalta.
Altro dominatore incontrastato dell'anno appena trascorso, ovviamente il giovane talento cileno, Nicolas Jaar. Darkside, progetto di floydiana memoria, é l'ennesimo colpo di classe del ragazzo, che ormai da anni dimostra una maturità ed una superiorità assolutamente fuori dal comune rispetto ai suoi coetanei. 


Tra le label, molte conferme di qualità come Perlon, Warp Records, e Pampa Records. Non mancano tuttavia numerosi nuovi "volti" che unendo la voglia di uscire dall'anonimato a solide base musicali entrano di diritto tra i progetti più interessanti della annata appena trascorsa. 


Infine, tra gli album, l'immenso Claude Vonstroke firma uno dei migliori progetti discografici dell'anno, racchiudendo l'essenza della sua label (Dirtybird), in ogni singola traccia.



Ma a fronte di questo trionfo annunciato, è giusto menzionare ancora una volta Drone Logic di Daniel Avery. Questo è secondo noi il disco più inaspettato dell'anno. Avery è infatti riuscito a farsi largo in mezzo a numerosi colossi puntando sulla semplicità, sull'immediatezza e sulla capacità "da dj" di scegliere e produrre un disco che potesse arrivare a tutti, senza fronzoli, senza cadere in pretenziosi retaggi snob. 
E' stato un bellissimo anno musicalmente il 2013, non ci resta che aspettare l'anno prossimo per tirare nuovamente le fila. 
Nel mentre, buoni ascolti. 

Artist:

- Recondite
- Deetroon 
- Jimmy Edgar
- John Talabot 
- Nicolas Jaar 
- Ten Walls
- Apollonia 
- Ricardo Villalobos
- Disclosure
- Dj Koze

Label:

- Opal Tapes
- Aus Records
- Perlon
- One Records 
- Dirtybird 
- Pampa Records
- Perlon 
- Warp Records
- Broadwalk Records  
- Tri Angle 

Album:

- Darkside - Psychic 
- Claude Vonstroke - Urban Animal
- Cajmere - Too Underground For The Main Stage
- Laurel Halo - Chance of Rain 
- Ripperton - A little Part of Shade
- Dj koze - Amygdala 
- Daniel Avery - Drone Logic 
- Fuck Buttons - Slow Focus
- Jon Hopkins - Immunity
- Nightmares On Wax - Feelin' Good

mercoledì 8 gennaio 2014

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LLDLM#33_Jimmy Edgar_Ultraviolet


Jimmy Edgar
Ultraviolet
Mercurio
2013
Ultramajic




Segui il baffo...


troverai la playlist completa di LLDLM 2.4

sabato 4 gennaio 2014

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Released this month, not in playlist :-) / 15


Le giornate si susseguono spesso in modo banale: 

ti svegli, esci di casa in ritardo, ascolti qualche disco, a volte bene, a volte alla leggera, mentre comunque sai che la giornata in qualche modo la dovrai tirare fuori. 
Mentre scorri la home di un social e tra le notizie rilevanti becchi la nuova uscita di un artista che già tenevi d’occhio



Stiamo parlando di Daniel Avery, Dj e produttore Britannico passato dal fracassar chitarre nelle sale prove a creare vere e proprie perle di stile,talvolta electro,talvolta club ma pur sempre con un chiaro riferimento alla musica “suonata”, dalla crudezza delle armoniche da sala prove fino alle bassline più profonde e tipiche  “Deepone acidone”.

l suo nuovo EP si intitola “Drone Logic” e fin dalla prima traccia provoca marcatamente l’ascoltatore con una linea di basso avvolgente, stonata e sexy, un corale in loop femminile accompagna quasi tutto il brano con i giusti intervalli il titolo Water Jump già prepara ad una melodia dinamica, e forse è una delle tracce più strumentali del disco, l’HI Hat estremamente sincopato si rimarca infilandosi in sedicesimi che ritmano in modo House la seconda parte della traccia.

La seconda traccia si intitola Free Floating ed è uno dei pezzi da Ascolto dell’ EP, molto ritmata, fa venir voglia di avere un penny sotto alle scarpe ed attraversar la città a suolate decise. Progressivo quanto basta, un po' Legowelt, un po' Apparat, con la sicurezza di uno stile proprio che Avery sà infondere ai suoi lavori.

Con la terza traccia comincia a farsi viva l’aria di Club...Drone Logic è una intro bella da sentire appena messo piede in un club,la tipica “sberla” che ti mette subito a tuo agio...Synt acido, cassa dritta, hi hat in festa: insomma ,siamo finalmente di fronte alla faccia dancefloor dell’ EP. Sebbene a tratti possa far cadere in momenti Noise, la vera intenzione come lo stesso Daniel confida a riguardo del disco è: “The one thing I knew was that I wanted this record to be a trip. All my favourite artists and DJs, they take the audience with them when they play; people lock into their world for a few hours and can’t easily step out again. You’re with them for the ride. When I go out, I want to give myself up to music. That was the idea for the album.”

Ok, giusto il tempo per acclimatarsi con Drone Logic che ecco arrivare una bomba di quelle da ola nel Club, Theese Nights Never End è a mio avviso una delle tracce Acid più potenti del 2013, forse una delle  più distintive di tutto il lavoro: molto “nuova”,non collocabile né nella acid anni 90,né in quella attuale,insomma un lavoro eclettico e molto personale.

Giunge a tirar fuori dal Dark acido della  precedente “Naive Response” fresca, ma nell’ insieme forse uno dei brani meno personali e complessi di tutto il lavoro. Uno di quelli che “se non ci fossero sarebbe uguale” o forse meglio..Comunque c’è, come esiste il tasto forward.

Siamo al dunque: fino all’arrivo della traccia numero 6, si potrebbe pensare che il disco sia la solita rimenata di roba figa dettata anche a volte un pò dal colpo di fortuna di un novello,ebbene è questo il momento di ricredersi. Qui si sovverte tutto quello che si è appreso fin ora, si fa avanti la vera realtà del disco: ”il viaggio”
Platform Zero arriva come una rugiada ghiacciata, una brina ad attutire ciò che i pezzi successivi saranno.
Un pianoforte limpido su un atmosfera a tratti ruvida, sonorità alla Alva Noto, potenti e sporche sul finale..semplicemente fantastico!

Traccia numero 7 “need electric” una sberla...Vi siete forse persi in ambientazioni malinconiche e gioviali fino a poco fa? è ora di tornare sulla terra,anzi più in profondità...dentro noi stessi…
Il cantanto parla di Experience, ed è proprio questo il punto!
Qui si fa viva l’esperienza nelle mani Avery, la sua capacità di tenere tutti incollati allo schermo a seguire le onde d’urto dell’ asteroide che s’abbatterà sulla pista da li a poco.

As i promise l’asteroide atterra in pista: traccia numero 8 “All i need”. Decisamente retrò, ma con qualcosa di nuovo e un sacco figo,un ritmo più spezzato e dub che ci richiama all’ origine underground Britannica del disco.

Simulrec è invece un disco da ascolto: french touch quanto basta,ma negli occhi la limpidezza che fà di avery uno di quei producer da tenere d’occhio nei lavori futuri,quì si denota davvero la sua capacità di lavorare a tutto campo e di rimbalzare da una linea melodica ad un altra come un musicista ben istruito.

traccia 10 Spring 27...nulla da dire

Gli ultimi due lavori  dell’ EP sono i  più Electro,ma anche quelli  che ci danno la possibilità di capire chi c’è dietro a questo ragazzaccio…



Phantasy Sound è l’etichetta che crede in  Avery e lo produce, al pari di Ghost Culture,Connan Mockasin,Erol Alkan e...si insomma ci siamo capiti,stiamo parlando di grandi artisti ed in parte unici nel loro genere..

Drone Logic è uno dei Must del 2013 ed anche il disco che riconferma Daniel Avery dopo le sue prime produzioni come uno di quei producer che ci auguriamo possano dare tanto alla musica.

Buon Ascolto.

Manuel Giacometti